Messaggi del blog

Qui condividiamo la nostra esperienza

No-normal is the new normal: il futuro della Supply Chain

Supply Chain Globale

@ CHUTTERSNAP per Unsplash

I problemi nelle catene di approvvigionamento globali sono diventati un tema caldo per l'effetto frenante sulla ripresa economica. La pandemia, la dipendenza dal punto di vista energetico dalla Russia e la necessità di modificare il mix energetico ha avuto un riflesso diretto sull’aumento generale dei costi. Questo fa seguito al lungo periodo di lockdown, la crisi dei semiconduttori e quella del grano che hanno determinato carenze in termini di materie prime. I tradizionali approcci alla Supply Chain devono essere diversificati e devono essere in grado di sopportare richieste e modifiche quotidiane: quali possono essere le soluzioni in grado di aiutare le aziende?

Collaborazione e ottimizzazione

Queste le parole d’ordine per la catena di approvvigionamento nel 2022. La gestione della Supply Chain riconosce che l’integrazione, limitata all’interno della azienda, non è più sufficiente: a causa di tutti i cambiamenti dell’ultimo triennio risulta necessario ed indispensabile coinvolgere tutta la rete di imprese dalla produzione alla distribuzione.

Due grandi cambiamenti a livello globale

La situazione globale è cambiata, principalmente due i vettori che hanno dato vita ad una nuova via per la catena di approvvigionamento.

  1. Reperimento delle materie prima
  2. Approvvigionamento delle materie prime

Le materie prime risultano particolarmente concentrate in paesi al di fuori dall’Europa, soprattutto in Asia. Il conflitto russo-ucraino sta determinando delle criticità di numerose tipologie di materie prime strategiche per la produzione. Il problema di fornitura è legato soprattutto alle industrie upstream, cioè quelle che si trovano a monte di molte filiere. I semiconduttori sono un valido esempio, ma anche le commodities primarie come petrolio, gas e metalli. Infatti, per motivi facilmente intuibili, i colli di bottiglia in queste industrie si ripercuotono su un elevato numero di industrie a valle.

A questa situazione si aggiunge il ridotto bilanciamento dei flussi logistici con la polarizzazione della disponibilità container in poche aree del mondo. Lo shutdown di hub cruciali per il traffico internazionale di merci ha aumentato il prezzo dei container e aumentato i tempi di consegna.

New Supply Chain

E’ quindi necessario dare vita ad un nuovo iter per l’approvvigionamento:

1. Supply Chain locale

La logica del just-in-time e l'incessante ricerca dell'efficienza ha favorito la delocalizzazione di molte attività al di fuori dei confini nazionali (offshoring) con l'obiettivo di aumentare la capacità produttiva e ridurre il costo dei fattori. Ora si tende a favorire una Supply Chain locale per ovviare ai problemi di reperibilità.

2. Indipendenza dalle abitudini di consumo

Il mutamento intervenuto nelle abitudini di spesa delle famiglie con un netto spostamento dai servizi ai beni. La pandemia ha reso evidente che i dati storici sono validi finché non interviene un fattore esterno, infatti nel caso di variabili è necessario avere una Supply Chain pronta ad aggiornare i dati in tempo reale per seguire le necessità del fruitore finale.

3. Il valore delle scorte e di un approvvigionamento multi direzionale

Il giusto valore delle scorte diventa il fondamento per far “vivere” una catena di approvvigionamento. Se prima il materiale in magazzino dovevano essere il minimo possibile in modo da non sovraccaricare il bilancio con un anticipo di spesa. Al contrario ora le scorte devono essere ottimizzate in modo da garantire la produzione ed evitare fasi di rotture di stock nel caso di interventi di variabili indipendenti. Anche per questo è necessario avere una pluralità di fornitori, per garantirsi sempre una possibilità di reperimento del materiale.

Reshoring e tecnologie digitali

La pandemia ha riacceso di prepotenza quindi i riflettori su tutte le iniziative che possano accrescere la resilienza delle Supply Chain. In particolare, l'esperienza fatta col Covid-19 – a partire dai problemi iniziali nell'approvvigionamento di farmaci, respiratori e dispositivi di protezione individuale – ha dato nuovo impulso alle strategie di reshoring che puntano a riportare la produzione manifatturiera e le catene di approvvigionamento dentro i confini nazionali. Insomma, la pandemia non ha solo messo a nudo le fragilità della globalizzazione ma ha anche spinto i sistemi di produzione e distribuzione delle varie industrie ad un intenso sfruttamento delle opportunità offerte dalla tecnologia. Del resto proprio la tecnologia è ormai il principale driver di aumento della produttività e ottimizzazione delle risorse.

La soluzione per il Demand Planning di ifm: GIB Forecast

Ogni azienda in base alla sua struttura, strategia di business, posizionamento degli impianti produttivi, dovrà valutare il giusto modello da adottare e strutturare.

L'analisi agli elementi finiti è un potente strumento di previsione. Con il sistema GIB Forecast, potete capire e proiettare rapidamente la vostra domanda per il futuro, consentendovi di soddisfare le opportunità del mercato e comprendere appieno il livello del vostro magazzino. La soluzione software di ifm consente una previsione trasparente e affidabile, che tiene conto di aspetti e informazioni provenienti da varie fonti, come il marketing, le vendite e la pianificazione dei clienti. Le rappresentazioni grafiche facilitano all'utente la scelta del miglior metodo possibile e nell'individuazione dei valori anomali. 

Ne parleremo in modo approfondito nel nostro webinar del 29 settembre con una demo live. Cosa aspetti? Iscriviti subito.

Vi supportiamo nella pianificazione e nel controllo della tua Supply Chian.

Semplificazione, automatizzazione e ottimizzazione della Supply Chain con l'add-on nativo in sap.

Una sola piattaforma, migliori prestazioni per il tuo SAP ERP.

Inviaci un'e-mail

Visitateci

Contattateci

Call us